Dieci patetici indovinelli

1.

Dietro di lei ruotava una parata

di stelle in differenti ritmi, forme, luci;

quando lei ballava, ecco, s’arrestava;

quand’era quieta,

alle sue spalle il giro riassumeva.

Quella sera lei mi dava le visioni…

le dissi: “sei un’eterna cometa”,

lei fece: “dove guardi? ma che c’è

dietro di me?” e io pensai, allora:

“Non potrei mai regalarle un ombrello

a tanto firmamento similmente bello –

che l’etere infinito la bagni del suo sogno

che la notte l’accenda e che il mio incanto ne sia degno”.

2.

Sovente come rosa lei è serena,

ma oggi è una mimosa ed è giocosa;

ieri lei si fece

acqua corrente nel canale

perché la mia follia le fece male.

3.

Dai, balla ancora un po’ con me,

poi fatti pensiero e pensa: “ma chi è

‘sto buffo ceffo, ‘sto tipoccio che”

ti fissa stordito e non sa che

lui dice e perché, “ma insomma, chi è?”

La risposta è scontata:

“noi mai ci conosciamo

per come siam realmente”, in specie quando amiamo;

ma la risposta onesta non è questa, no, per niente:

la verità è che siamo quasi estranei, veramente.

E dunque balla e ridi, mentre io ti bacio e rido

e balla e ridi cento e mille

risate e poi altre cento,

e vedi che ti amo, lo vedi dai miei occhi

scimuniti.. a che ti servirà guardarmi dentro?

4.

Sei bella come un… miracolo!

Che banalità! Parlami meglio!

Ma che bella.. che bella… sogno o son sveglio?

Sei noioso e il tuo discorso

è bello come un… ostacolo!

Il mio amore è un fiore che in un giorno

nasce, cresce e poi… ehm… muore…

e poi morendo si leva di torno

come te, all’istante, perdigiorno!

Suvvia, dolcezza, non cacciarmi via

dammi ti prego un’ultima chance,

io non son Cyrano, je sais, mais però

parlo in francese (seppur coi maccheron).

Ma caro il mio ragazzo, mica sono una pasta

son cattivella io, quanto e più che bella

sono egoista e mi voglio innamorare

voglio il romanzo, la passione, l’estasi matta,

la sublimazione.

Tutto ciò io ti darò; di soldi, sai, non manco

non basta l’argento per amar, ci vuol ben altro…

l’oro?

No, loro! Eccoli là,

sono i miei amici e a una festa ce ne andiam.

Ma insomma, Crudelia, che posso io fare

per vincerti il cuore sì duro e amaro?

Niente, sciocchino, non puoi fare niente

sii te stesso… e cerca altra gente.

5.

“Ci siamo innamorati per caso”,

dicon gli innamorati per caso. Invece, noi diciamo:

non è un caso, per nulla, se io

t’amo, il solo caso è – o, banalità d’ogni poesia! –

che “diciamo” faccia rima con “ti amo”;

 con “t’amo” pure rima, lo sapevi?

Il caso regna dunque, in versi anche diversi:

 per scapparne un minutino via – ed essere speciali, amore

non basta un apostrofo – ci vuol più fantasia, amore.

6.

C’è una casetta

è imperfetta

perfetta per noi

tesoro, la vuoi?

7.

Le piccole cose

stucchevoli cose

come queste poesie

ridicole mie.

8.

La tenerezza che a donarmi ti sporgi

già cade dal balcone e si sfracella;

la tua affacciata espressione così bella

se son da solo si fa vacua e sfacciata

e vero amor non sorge.

L’amore è dolce quando il dolce dura un po’

ma se tre anni dura, caro amore, allora, che ne so

mi sembra che diventi ogni giorno più gelato

facciam l’amore, dai, facciamo ‘sto peccato.

9.

Che paradosso! Per parlar bene d’amore

è necessario amare, questo è certo;

ma chi davvero ama, mai non trova le parole:

è tutto preso dal suo viso, tutto strugge nel suo riso

e non sta lì mica a cercar rime o a far concerto.

La soluzione del dilemma è: solo l’amante

sventurato e senza oggetto

d’amore scrive bene:

chi non ama affatto è troppo freddo e discorsivo

chi ama ed è riamato, per poter dar vita ai versi

è troppo vivo.

Meglio, infin, cercarsi una carriera

dell’arte in un diverso ramo:

esser poeta e innamorato è troppo strazio,

scrivi i libri gialli, o i rosa e stanne sazio.

10.

Fammi luce con la voce

perché altri han fatto il buio

con il silenzio.

Guidami nell’oscurità

con le tue care parole

perché esse sono vere

anche se non sono il Sole.

Questo è quello che ho voluto

e il buio è opera mia

se ti dico: “non sei il Sole”

è come dirti di andar via.

Questo amore che non è

mai e poi mai incondizionato

finisce così presto,

che presto noi sappiamo

di non avere mai amato.

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