PER lUC ANTOINE.

L’intelligenza collettiva, della massa? Superiore, amico caro

a quella individuale, foss’anche un premio Nobel.

La mente della massa, amico mio, intuisce e vince;

quella singolare, foss’anche d’un gran genio,

svia, fuorvia, corrompe e tradisce.

Il potere mentale della massa è così forte, caro – schiaccia e avanza,

schiaccia e avanza, avanza e schiaccia. Non lo senti? Non lo accogli in te?

Abbraccia l’impetuoso inceder della massa, o mio protetto

e ascolta le tenere parole di quest’angelo custode che ti rimbocca il letto.

Concediti, o mente fragile, o individuo miserabile! Affidati alla massa

lasciati circondare, avvolgere, lasciati cullare

da sonni sereni qui, ora, promessi; da sonni a mente spenta

e a celato viso, lasciati calmar

dai rischi ridotti al lumicino, dalle ansie sciolte in paradiso.

Quegli altri amici, quelli là, non eran veri:

non sapevan sposar bene le idee coi desideri. La massa

li ha scansati e non schiacciati: pietà sempre verrà da noi

per i ribelli, se sono amici tuoi. Lasciamo che scompaiano ancor vivi.

Che il potere dell’intelligenza sia da oggi sempre e solo collettivo,

che lo Stato di massa onesto e franco avanzi e schiacci

mentre il presunto ed egoista genio

sia gettato, poveraccio, tra gli avanzi

della patetica Storia dei presunti “liberi” vestiti oggi di stracci,

della Storia che non ricorderem, di quelli che

altro non eran che miseri egocentrici, convinti di saper pensar da sé.

(Alberto Cassone, 2020)

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